venerdì 8 giugno 2012

E' tutta questione di testa (possibilmente ben pettinata)

Voglio essere una persona migliore e per questo - da oggi  - ho deciso di dedicare, almeno una volta al mese (ma se poi è una volta ogni tre settimane tanto meglio) la pausa pranzo del venerdì alla messa in piega dal parrucchiere*.
Che è vero che mi sono comprata la spazzola rotante e finalmente posso lavarmi e tirami i capelli da sola quando mi pare e piace senza dover necessariamente far combaciare il mio shampoo con i momenti liberi in cui Sister e le sue mani d’oro potevano farmi la piega (leggi pure: ora esco di casa sempre pettinata), ma è altrettanto vero che ormai non posso più trascurare l’effetto benefico che il parrucco fresco di Salone ha sulla mia autostima.
Una cosa mica da ridere eh: io entro lì in un modo ed esco che sono decisamente una persona diversa. Direi quasi figa. Alla faccia del pessimismo cosmico che sembrava avermi colpito ultimamente. Ed anzi oggi, dopo il trattamento alla cheratina, azzarderei anche a togliere il quasi. Ora mi serve solo un’occasione un pelino mondana per andar a sfoggiare la mia “nuova” chioma facendo quella cosa di muovere la testa da una parte all’altra con il collo bello dritto come a dire al mondo “Guardatemi”. Che saltare la pausa pranzo e gasarsi in questo modo per poi star a mangiare pizzette al taglio davanti alla tv non avrebbe molto senso.
Tranquille, domattina l’effetto benefico sarà bello che finito, i boccoli saranno scesi, il crespo sarà di nuovo lì e io tornerò ad essere la solita Bri.


*cosa che fa un po' sioretta ma fa pendant con i miei tacchi mezza misura

mercoledì 6 giugno 2012

La mia nuova, ultima e insensata paranoia è che i tacchi degni di essere definiti tali non mi reggano e che l’effetto sia più o meno quello di un ippopotamo sui trampoli.
Così ho deciso di riporre gli stiletti nelle loro scatole, di cacciarle in fondo all’armadio e di far posto a zeppe e tacchi mezza misura da “sioretta” che tutto fanno, compreso dare il colpo di grazia al desiderio di Mr. M, fuorché slanciare la figura.
La cosa triste è che in fondo io credo di avere anche delle potenzialità. Per dire: rispetto a certe mazze e/o tronchi che si vedono in giro io c’ho la caviglia fina e un collo del piede che buttalo via.
Salvo poi camminare come se c'avessi i calli.
Quindi, a meno che io non venga illuminata da quella gran figa della Spora - l’unica che potrebbe riportarmi sulla retta via (quella da percorrere con disinvoltura su un tacco 12…. Ça va sans dire) e rendermi una persona migliore – i miei fantastici sandali quest’estate non vedranno la luce.

martedì 5 giugno 2012

Dove non ha potuto Dukan, potrà (forse) Bri

Credo che elaborerò un piccolo vademecum per cercare di limitare lo sconforto che assale noi taglie 46 quando in spiaggia, guardandoci attorno, veniamo colte dalla sensazione di essere delle balene spiaggiate capitate per sbaglio in mezzo a millemila aspiranti veline con uno stacco di coscia che io mi chiedo che progressi abbia fatto la genetica negli ultimi 20 anni.
Ché io non posso mica passare tutti i prossimi lunedì mattina da qui a fine agosto cercando su google metodi veloci e efficaci per sgonfiarmi in 6 giorni in vista della domenica successiva e devo arrangiarmi come posso
Attendo suggerimenti.

PS: sappiate che quella cosa di prendere il sole sempre sdraiata, tirando in dentro la pancia e tenendo le gambe piegate per evitare che i cosciotti “spancino” effetto budino sul lettino la faccio già. 

lunedì 4 giugno 2012

Scommettiamo che...?

Ciao pallore, ciao. Finalmente ho preso colore: rosso per la precisione. E sono ufficialmente aperte le scommesse su quanti giorni passeranno prima di iniziare a spellarmi.

domenica 3 giugno 2012

Dammi una lametta (che mi taglio le vene)

Ora lo so: abbandonare la palestra e bollare a priori come stronzata la dieta Dukan sono state due pessime idee. Così come forse non è stato un colpo di genio quello di accettare l'invito di una coppia di amici a trascorrere il weekend al mare. Loro, per carità, sono simpatici, disponibili e un sacco di altre belle cose. Ma lei, l'Annina, c'avrà una 38/40. E per me era la prova costume. Alla quale, peraltro, sono arrivata impreparata anche sotto altro profilo: perché mentre le altre andavano dall'estetista, si sistemavano i piedini e si facevano il ciclo di lampade per preparare la pelle all'abbronzatura, io evidentemente vivevo in un mondo parallelo. Un mondo che a quanto pare non contemplava, ahimé, neppure il rasoio e la pietra pomice.
Si, insomma, dicesi anche masochismo.